I lavoratori delle cooperative in prima linea nell'emergenza coronavirus

Dai braccianti, agli allevatori e autotrasportatori, gli impiegati nel settore agroalimentare non si fermano, per assicurare gli approvvigionamenti alimentari alle famiglie italiane

Dall'assistenza agli anziani ai trasporti, dalla logistica all'industria alimentare quasi 1 lavoratore su 2 delle cooperative italiane è in prima linea nella guerra al Coronavirus.

L'analisi

È quanto emerge da un'analisi di Uecoop, l'Unione europea del settore, basata su dati Unioncamere in riferimento ai comparti che restano aperti perché considerati dal Governo essenziali e strategici per il Paese. Su oltre un milione di addetti del mondo cooperativo - spiega Uecoop – e se quasi 600mila sono schierati sul fronte dell'emergenza coronavirus con circa la metà impegnata direttamente nella cura di disabili e anziani (a volte anche senza la possibilità di avere adeguate protezioni anti contagio utili per tutelare se stessi e le persone da assistere), in tantissimi sono al lavoro per la produzione produzione e trasformazione di prodotti agroalimentari. Questi lavoratori sono impegnati a garantire i rifornimenti di cibo alle famiglie italiane , grazie anche a quelli della logistica e dei trasporti sempre legati al comparto agroalimentare, ed evitare così l'incubo scaffali vuoti che ha già provocato code di consumatori fuori dai supermercati.

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Misure straordinarie

Le cooperative, sottolinea Uecoop, continuano a lavorare per garantire servizi essenziali e i prodotti alle famiglie italiane, anche se il proseguimento dell'attività in una situazione di emergenza sanitaria sta imponendo la riorganizzazione del personale, degli spostamenti, dei turni di lavoro e delle precauzioni da adottare, comprese quelle indicate dal ministero della Salute. Da nord a sud della penisola nelle aziende sono state intensificate la pulizia e la sanificazione dei locali e le dotazioni di sicurezza anti virus per il personale.

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