"L'Ue vuole tassare la carne", ma è un bufala (per ora)

Alcuni politici e media italiani si sono scagliati contro Bruxelles accusando i vertici europei di voler introdurre un'imposta 'vegana'. In realtà, per il momento non vi è nulla sul tavolo

La Lega e i media vicini al centrodestra hanno già alzato le barricate. Una delle principali organizzazioni del settore, Coldiretti, ha già 'consultato' il popolo e dichiarato l'esito: “No alla tassa sulla carne da 9 italiani su 10 (91%) che continuano a mangiarla nonostante le fake news, gli allarmismi infondati, le provocazioni e le campagne diffamatorie", si legge in un comunicato. Il tutto per via di una notizia, pubblicata per la prima volta in italiano da AgriFoodToday, ma poi ripresa, non senza qualche confusione, da altri quotidiani. Notizia che per l'appunto parla di una proposta per introdurre all'interno dell'Unione europea una imposta sui prodotti a base di carne. Solo che la proposta non arriva da un'istituzione Ue, ma da alcuni eurodeputati e da alcune ong animaliste e ambientaliste. Mentre la Commissione europea, cui spetta l'iniziativa legislativa, non ha mai accennato a ipotesi del genere. Finora.

L'inquinamento degli allevamenti

Dunque, per il momento, sostenere che "l'Ue vuole tassare la carne" è una bufala. Semmai, va detto che in diversi Paesi europei, come Germania e Olanda, e nel variegato fronte ambientalista si discute da tempo come far valere il principio del "chi inquina paga" anche agli allevatori. Secondo diversi studi, infatti, gli allevamenti, in particolare quelli intensivi, hanno un forte impatto sul clima. Un recente report di un pool di esperti consultato dalla Commissione Ue, ha sottolineato come l’allevamento di bestiame è il principale responsabile delle emissioni di gas serra in agricoltura. Per fare un esempio, dagli allevamenti intensivi italiani proviene il 15,1% delle emissioni atmosferiche. Più dell’inquinamento proveniente da auto e moto (9%) e addirittura più di quello industriale (11,1%). Secondo lo studio, Bruxelles dovrebbe rivedere le sue misure di sostegno al settore: “L’unico esempio di conflitto evidente tra misure, con riferimento all'azione per il clima, è la disponibilità dell’aiuto volontario accoppiato per l’allevamento di ruminanti, che aumenta le emissioni di gas serra”, scrivono gli esperti. Ma di introdurre tasse, ribadiamo, non si parla. 

I rischi per la salute

C'è poi la questione legata al legame tra salute ed eccessivo consumo di carne, in particolare rossa. Per l'Organizzazione mondiale della sanità, la carne rossa trasformata è probabilmente cancerogena. Secondo Jeroom Remmers, direttore della ong Tapp Coalition, "gli europei mangiano circa il 50% in più di carne rispetto a quanto raccomandato nelle linee guida sulla salute alimentare. Se si invertisse il trend, potremmo risparmiare miliardi di euro ogni anno in minori costi sanitari". A novembre, tre associazioni europee hanno scritto a Frans Timmermans, il vicepresidente della Commissione Ue che si sta occupando del Green deal, il piano europeo per il clima che riguarderà anche l'agricoltura: "Numerosi studi negli ultimi anni hanno dimostrato che il passaggio a diete più sane e più ricche di vegetali può offrire importanti benefici per la salute, l'ambiente e l'economia". Anche in questo caso, pero', da Bruxelles non è arrivata alcuna contro-proposta per l'introduzione di una tassa. Anzi, finora, la Commissione europea è stata accusata di destinare troppe risorse al settore degli allevamenti, anche con fondi volti alla promozione del consumo di carne

Chi propone la tassa

Da dove arriva, allora, questa fantomatica nuova tassa europea? La proposta è di alcuni europarlamentari del gruppo dei Verdi e dei Socialisti e Democratici (S&D), che vorrebbero che la Commissione inserisse un tale imposta nel pacchetto di politiche Farm to Fork (dalla fattoria alla forchetta), annunciate da Bruxelles nell’ambito del Green Deal, il piano di abbattimento delle emissioni di Co2 che - secondo i piani - permetterà all’Ue di raggiungere la “neutralità” climatica entro il 2050. 

La proposta è stata presentata dai parlamentari europei Mohammed Chahim e Sylwia Spurek del gruppo S&D e da Bas Eickhout dei Verdi nel corso dell’evento “The True Price of Meat” (Il vero costo della carne), tenutosi a inizio febbraio al Parlamento europeo di Bruxelles.

Come funzionerebbe

In forza della proposta presentata, 100 grammi di carne bovina in futuro potrebbero costare 0,47 € in più, mentre il prezzo della stessa quantità di maiale aumenterebbe di 0,36 €. Decisamente più modesto sarebbe l’aumento per il le carni bianche come il pollo, che costerebbe 0,17 € in più all’etto. L'aliquota dovrebbe inoltre essere applicata gradualmente a partire dal prossimo anno, raggiungendo la piena copertura dei costi ambientali, come le emissioni di CO2 e la perdita di biodiversità, entro il 2030.

Gli obiettivi

L'introduzione di politiche fiscali di questo tipo sulla carne sono già in discussione in Germania e nei Paesi Bassi. La preoccupazione, nei Paesi membri come a Bruxelles, è quella di far fronte alle questioni legate al benessere degli animali e all’impatto ambientale delle fattorie e degli allevamenti intensivi. Altro obiettivo della proposta è di ridurre il consumo di carne, incoraggiando il passaggio ad altre diete che privilegiano i prodotti vegetali. Secondo i proponenti, una volta attuata la tassa sulla carne i consumi di manzo, maiale e pollo si ridurrebbero - entro il 2030 - rispettivamente del 67%, 57% e del 30%.

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Dove vanno i soldi

Il gettito fiscale dell'imposta sulla carne andrebbe poi distribuite agli stessi agricoltori e consumatori che la subirebbero, attraverso un sistema di compensazione che premia i produttori che contribuiscono a mettere sul mercato cibi ecosostenibili con elevati standard di benessere degli animali, ma anche le persone con un reddito relativamente basso.

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