Contro il coronavirus servono più agricoltori: in Europa le aziende cercano stagionali

Il ministro dell'Agricoltura di Parigi lancia una appello ai suoi concittadini momentaneamente senza lavoro affinché si arruolino “nel grande esercito dell'agricoltura francese a corto di manodopera”

La pandemia di coronavirus e le misure che i governi sono stati costretti a prendere per frenare l'avanzata del contagio, sta mettendo in ginocchio quasi tutti i settori dell'economia, e tra questi anche quello agricolo, che ha bisogno di manodopera stagionale, una manodopoa che ora, con le restrizioni agli spostamenti in Europa, è sempre più difficile da trovare.

L'appello di Parigi

L'ultimo allarme arriva dalla Francia. Il ministro dell'Agricoltura di Parigi, Didier Guillaume, ha lanciato un appello a tutti coloro che “non hanno più un'attività” a causa della pandemia di Covid-19 perché si arruolino nel “grande esercito dell'agricoltura francese” che è a corto di manodopera. “Oggi c'è la possibilità di avere 200mila posti di lavoro diretti nei settori dell'agricoltura” privata dalla manodopera soprattutto straniera che occupa abitualmente per i lavori nei campi, ha spiegato il ministro su Bfmtv. “Lancio un grande appello agli uomini e alle donne che non lavorano, che sono confinati in casa - camerieri in un ristorante, parrucchieri, addette al ricevimento negli hotel - e dico loro di raggiungere il grande esercito dell'agricoltura francese, quella che ci permette di alimentarci in modo adeguato e sano”, ha affermato Guillaume ricordando che “bisogna produrre per nutrire i francesi”. I volontari che risponderanno all'appello saranno retribuiti dagli agricoltori “e vedremo come si possono fare le cose”, ha aggiunto il ministro.

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In Italia

In Italia era stata la Coldiretti a sollevare il problema alcuni giorni fa affermando che “occorre intervenire al più presto per sopperire alla mancanza di manodopera stagionale e non pregiudicare le fornitura di generi alimentari”. La confederazione ha ricordato come quello agricolo sia un settore fortemente dipendente dalla manodopera straniera, grazie al contributo di 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall'estero. La comunità di lavoratori agricoli più presente in Italia, ha spiegato Coldiretti, è quella rumena con 107.591 occupati, davanti a marocchini con 35.013 e indiani con 34.043, che precedono albanesi (32.264), senegalesi (14.165), polacchi (13.134), tunisini (13.106), bulgari (11.261), macedoni (10.428) e pakistani (10.272).

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