Altro che invasione: l'Ue esporta sempre più cibo di quanto ne importa

E' quanto emerge dagli ultimi dati sugli scambi commerciali agroalimentari: in un anno, il surplus è salito da 2,8 a 4 miliardi solo contando il mese di ottobre. Cina tra i mercati esteri più in crescita

L'Unione europea esporta sempre più cibo. E cresce anche la differenza tra i prodotti agroalimentari che esportiamo e quelli che importiamo. Tanto che nel giro di un anno il surplus commerciale è passato, per il solo mese di ottobre, da 2,8 a ben 4 miliardi di euro. E' autno emerge dall'ultimo report commerciale dell'Ue sul settore agroalimentare relativo, per l'appunto, al mese di ottobre 2019.

A quella date, le esportazioni agroalimentari della Ue ammontavano a 14,7 miliardi, in crescita del 12% rispetto a un anno prima. Le importazioni sono aumentate del 3,6% a 10,7 miliardi. Per esportazioni e totale del commercio del settore si tratta dei valori mensili più elevati mai raggiunti. Fra novembre 2018 e ottobre 2019 le esportazioni hanno raggiunto 148,6 miliardi.

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Carne di maiale, liquori, grano, cotone, lino e canapa e pasta e dolci sono tra i prodotti che hanno visto un notevole aumento annuale. Di gran lunga l'aumento piu' forte del valore mensile delle esportazioni (ottobre 2019 rispetto a ottobre 2018) è stato registrato per la Cina (655 milioni, + 9%). In crescita significativa anche le esportazioni verso Turchia (108 milioni, +49%), Federazione Russa (96 milioni, +15%), Marocco (83 milioni, +71%) Egitto (59 milioni, +42%) e Ucraina (58 milioni, +30%. Invece, sono le esportazioni sono diminuite soprattutto verso Hong Kong (-45 mln, -13%), Algeria (-43 mln, -19%) Giordania (-35 mln, -35%) e Libano (-28 mln, -26% ). 

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